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    Centinaia di app Android tracciano l’attività  dei bambini

    Dopo Facebook, lo scandalo privacy colpisce anche Google: secondo uno studio condotto in USA, infatti, centinaia di app Android tracciano illegalmente le attività dei bambini. Purtroppo siamo parlando anche di app molto popolari sul Google Play Store: alcune della Disney come "Where's My Water?" e Minion Rush o Duolingo di Gameloft. Sette ricercatori hanno analizzato circa 6.000 app per bambini e hanno scoperto che la maggior parte esse potrebbe violare la legge sulla protezione della privacy online dei bambini, o la COPPA ovvero il Children's online Privacy Protection Act, una legge federale che limita la raccolta e l'uso dei dati su minori di 13 anni senza il permesso dei genitori.
     

    "Questo è un fallimento del mercato", ha affermato Serge Egelman, co-autore dello studio e Direttore del Dipartimento di ricerca sulla sicurezza e la privacy presso l'International Computer Science Institute dell'Università della California, a Berkeley.

    Secondo lo studio, più di 1.000 app per bambini hanno raccolto informazioni utilizzando un software di tracciamento i cui termini vietano esplicitamente il loro uso per le app per bambini. I ricercatori hanno anche affermato che quasi la metà delle app non utilizza sempre misure di sicurezza standard per trasmettere dati sensibili attraverso il Web, violando appunto le misure ragionevoli di sicurezza dei dati imposte dalla COPPA.

    I risultati hanno anche rivelato che gli sviluppatori di app che erano stati certificati come conformi al COPPA non erano migliori di rispetto alle altre app, in materia di tutela della privacy dei bambini. I ricercatori hanno utilizzato una piattaforma di test che ha consentito loro di vedere in tempo reale la frequenza con cui le app hanno accesso a informazioni sensibili su uno smartphone (come dati sulla posizione ed i contatti) e con quali altre entità le app hanno condiviso tali informazioni.

    Come sta affrontando Google questa situazione? Per adesso con un nulla di fatto.
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    Instagram prende contromisure sulla privacy

    Usi delle app per tenere sotto controllo chi ti segue/non segue su Instagram? Da venerdì, potrebbero non funzionare più così bene. In seguito allo scandalo che ha colpito Facebook, Instagram, oltre ad eliminare l’app per l’Apple Watch, ha infatti deciso di imporre una maggiore restrizione sulla quantità di informazioni condivise con app di terze parti. Ad essere più penalizzate da questa novità sono per lo più le applicazioni che eseguono operazioni di ricerca di hashtag ed analisi del numero di follower da parte di app di terze parti che sfruttano le API di Instagram. Secondo TechCrunch, un blog statunitense che si occupa di tecnologia e informatica, Instagram non ha commentato questa decisione che sarebbe stata attuata improvvisamente, e senza preavviso per gli sviluppatori. Si presume, però che queste limitazioni abbiano subito un’accelerazione proprio per prevenire ulteriori problemi sulla privacy degli utenti.
     
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    Telegram dovrà  cedere le chiavi di cifratura alle autorità russe

    L’app di messaggistica, che ha sempre fatto vanto della sicurezza dei suoi codici di crittografia, ha 15 giorni di tempo fornire ai servizi di sicurezza russi (al Federal Security Service) i dati necessari per decriptare i messaggi di tutti i suoi utenti — altrimenti rischierà il blocco su tutto il territorio russo. Telegram, infatti, ha perso un'importante sentenza d'appello presso la Corte Suprema russa, ponendo in seria discussione l'effettiva riservatezza della piattaforma dei fratelli Nikolai e Pavel Durov - che conta oltre 100 milioni di utenti - la quale ora potrà essere soggetta a controlli molto più efficaci da parte delle autorità russe, qualora queste lo ritengano necessario.