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    Finalmente puoi sbloccare WhatsApp con le tue impronte digitali

    WhatsApp ha annunciato che, finalmente, anche l’app Android può essere sbloccata utilizzando l’impronta digitale. Sono ormai diversi mesi che la funzione della sicurezza biometrica era stata integrata per l’app iOS ed eravamo tutti in attesa che ciò accadesse anche per gli utenti Android. Sostanzialmente si tratta di un ulteriore livello di sicurezza, simile a quello che potresti trovare in un’app bancaria dove, dopo aver sbloccato il telefono, ti viene richiesta l’impronta per poter accedere a WhatsApp. L'aggiornamento non sembra essere ancora disponibile in tutto il mondo, ma si stia diffondendo pian piano. WhatsApp afferma inoltre che sarai in grado di attivare questa opzione dal menu delle impostazioni dell'app, così come potrai impostare  per quanto tempo l’app debba rimanere sbloccata (da 1 a 30 minuti) in modo tale da evitare di inserire l’impronta ogni volta il tuo smartphone vada in stand-by. Infine, poi anche impedire che il contenuto dei tuoi messaggi venga visualizzati nelle notifiche. Ciò significa anche da adesso chiunque può prendere in mano il tuo smartphone, tanto non avrà alcuna possibilità di leggere le tue chat. È solo questione di tempo, speriamo l’aggiornamento arrivi presto!  
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    Instagram lancia una nuova app

    Pochi giorni fa Instagram ha lanciato “Thread”, un'app di messaggistica ideata per essere utilizzata solo tra gli amici più stretti. L’app, compagna di Instagram, ti permette infatti di condividere rapidamente testo, foto e video solo con il tuo elenco di "amici intimi". Thread ha tre funzioni principali: la prima è la fotocamera. Una volta avviata l’app, infatti, si apre la schermata della fotocamera per scattare foto e video da inviare ma, rispetto ad Instagram, qui non troveremo nessun tipo di filtro da applicare ai contenuti. La seconda caratteristica è la posta in arrivo, che è l’equivalente dei direct su Instagram ma, anche in questo caso, è limitata agli amici più cari. Infine, gli status, che è uno degli aspetti più discussi e controversi di Thread. L’app offre infatti la possibilità di condividere aggiornamenti di stato automatici sfruttando la tua posizione: se ti trovi a casa, in ufficio o in un locale, l’app pubblicherà in automatico uno stato diverso (che sarà visibile per un massimo di 4 ore), imparando così a conoscere mano a mano le tue abitudini. Si riaffaccia dunque il problema della privacy, e così Instagram ha prontamente comunicato che gli unici dati con cui entreranno in contatto sono “la tua posizione, i tuoi movimenti, il livello della tua batteria e la connessione alla rete cellulare per determinare quali informazioni di contesto condividere”. È vero, si tratta di una quantità notevole di informazioni ma non dobbiamo dimenticare che molte altre app raccolgono informazioni simili.  
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    È arrivato Android 10!

    E vero, per il momento è principalmente supportato dai Pixel di Google ma ciò non toglie che Android 10 sia finalmente disponibile. Tra le novità che tutti stavano aspettando c’è, sicuramente, la modalità scura e, su questo, Android 10 non delude. La nuova modalità, infatti, aiuterà le prestazioni della batteria per il tuo telefono OLED ed è supportata da un numero sempre maggiore di app: Gmail ancora no (come mai?). Un’altra modifica importante è la navigazione gestuale aggiornata, la quale resta facoltativa e potrai comunque continuare ad utilizzare la vecchia navigazione a tre pulsanti che Android offre da tempo. Vi è poi la Smart Reply aggiornata, che suggerisce azioni dalle tue notifiche: ad esempio, se una notifica include un link, Smart Reply suggerirà di aprirlo in Chrome. Ci sono anche un paio di funzionalità per la privacy e la sicurezza, inclusa la possibilità di condividere la tua posizione con le app solo mentre le usi e una nuova sezione Privacy in Impostazioni che ti dà accesso ai controlli per la gestione della cronologia web e delle app. Con i nuovi aggiornamenti di sistema di Google Play, l'azienda ora può anche inviare importanti correzioni di sicurezza e privacy direttamente al telefono dal Google Play Store, senza dover così passare attraverso il processo di aggiornamento del sistema. Dati i lenti cicli di aggiornamento di Android, questa è una nuova importante funzionalità. Come per le versioni precedenti, questi sono solo alcuni dei punti salienti e, nuove funzionalità, potrebbero essere introdotte con le prossime beta.
     
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    FaceApp, che fine fanno le tue foto?

    Sta spopolando nel corso delle ultime ore: si tratta di FaceApp, un’app russa che permette di applicare dei sorprendenti filtri alle tue foto. Se hai dei profili social, infatti, negli ultimi giorni avrai visto i tuoi amici, o personaggi famosi, improvvisamente invecchiati. Insieme al successo, però, sono arrivate le prime lamentele in merito alla privacy, facendo alzare un vero e proprio polverone anche se sembrerebbe che FaceApp non stia facendo nulla di particolarmente insolito. Volendo fare un po’ di chiarezza in merito, senza creare falsi allarmi possiamo riassumere dicendo che sì, FaceApp archivia le nostre foto su dei server ma tutti i dati vengono cancellati entro 48 ore. I server inoltre, al contrario di quanto si è detto, sono americani e non russi (es. Amazon AWS e Google Cloud). Questa è quanto dichiarato dal CEO di FaceApp Yaroslav Goncharov, il quale ha anche comunicato che gli utenti possono inviare la richiesta di cancellazione dei propri dati dai server tramite l’app. Ovviamente, non sappiamo se ciò sia vero ma, vale la pena ricordare, che carichiamo continuamente le foto dei nostri volti sui server di colossi come Facebook o Google e sembra strano ricordarsene soltanto adesso. Tu cosa ne pensi di tutta questa faccenda?
     
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    Google sotto indagine per violazione del GDPR

    Lo sapevamo tutti, prima o poi il GDPR sarebbe stato veramente rispettato. In Irlanda, infatti, poche ore fa il Garante per la Privacy (Irish Data Protection Commission - DPC) ha avviato un’indagine formale proprio su Google in merito al trattamento dei dati nel contesto degli annunci pubblicitari, che sembrerebbero violare il relativo Regolamento Europeo. Nel frattempo, un portavoce di Google ha dichiarato: "Ci impegneremo pienamente nelle indagini del DPC e accogliamo con favore l'opportunità di chiarire ulteriormente le norme europee sulla protezione dei dati per le offerte in tempo reale. Gli acquirenti autorizzati che utilizzano i nostri sistemi sono soggetti a politiche e standard rigorosi". La denuncia si concentra sul suo sistema di annunci DoubleClick / Authorized Buyers, e si sostiene che il sistema sia intrinsecamente insicuro - cosa assolutamente incompatibile con il requisito di GDPR che i dati personali vengano elaborati "in modo da garantire una sicurezza appropriata". Sappiamo che Google è ormai abituato a multe salate ma, questa volta, dovrà stare molto attento, considerato che il GDPR prevede sanzioni fino al 4% del fatturato di un’azienda.
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    War 1944

    Basato sulla seconda Guerra Mondiale, “War 1944” è un gioco sparatutto pieno di azione. Sarai circondato da nemici e dovrai usare le armi giuste, unite alle tue abilità, per vincere. Completa le 17 sfide e sblocca le abilità speciali!
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    SecretNote

    Con SecretNote potrai tenere i tuoi appunti lontani da occhi indiscreti. Grazie alla tua impronta digitale, infatti, sarai il solo che potrà accedere alle note del tuo device. Inoltre, puoi cambiare il colore ad ogni singolo appunto e trasferirlo da uno smartphone ad un altro grazie al QR code che ne garantisce la sicurezza.  
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    Android 10 Q Beta 3 è ufficialmente disponibile!

    Ieri, nel corso dell’I/O 2019, Google ha rilasciato Android 10 Q Beta 3. Quali sono le novità? Ecco un breve riassunto! La prima è l’introduzione del “Dark Theme” (tema scuro) che consente di ridurre l'affaticamento della vista e il risparmio della batteria, almeno sugli schermi OLED. Vi sono poi nuove impostazioni di privacy, che offrono agli utenti un maggiore controllo sui propri dati e localizzazione GPS.Sono state introdotte anche delle nuove gestures di navigazione per rimuovere del tutto la barra di navigazione. Inoltre, sono disponibili funzionalità di risposta intelligente: Android Q suggerirà delle risposte intelligenti in base al contenuto del messaggio che hai ricevuto.   Vi è anche la funzionalità Focus che permette di mettere a tacere alcune app per un determinato periodo. Infine, la Live Caption, che consente di ottenere una trascrizione in tempo reale di ciò che viene detto in qualsiasi video o audio, in qualsiasi app, attraverso l'intero sistema operativo.   Android Q Beta 3 è disponibile per 21 dispositivi, inclusi tutti i telefoni Google Pixel, ASUS ZenFone 5Z, Essential Phone, Huawei Mate 20 Pro, OnePlus 6T, OPPO Reno, Realme 3 Pro, Vivo X27 e altri. In particolare, gli utenti Pixel dovranno registrare i propri dispositivi con il programma Android Beta per ricevere l'aggiornamento.  
     
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    Centinaia di app Android tracciano l’attività  dei bambini

    Dopo Facebook, lo scandalo privacy colpisce anche Google: secondo uno studio condotto in USA, infatti, centinaia di app Android tracciano illegalmente le attività dei bambini. Purtroppo siamo parlando anche di app molto popolari sul Google Play Store: alcune della Disney come "Where's My Water?" e Minion Rush o Duolingo di Gameloft. Sette ricercatori hanno analizzato circa 6.000 app per bambini e hanno scoperto che la maggior parte esse potrebbe violare la legge sulla protezione della privacy online dei bambini, o la COPPA ovvero il Children's online Privacy Protection Act, una legge federale che limita la raccolta e l'uso dei dati su minori di 13 anni senza il permesso dei genitori.
     

    "Questo è un fallimento del mercato", ha affermato Serge Egelman, co-autore dello studio e Direttore del Dipartimento di ricerca sulla sicurezza e la privacy presso l'International Computer Science Institute dell'Università della California, a Berkeley.

    Secondo lo studio, più di 1.000 app per bambini hanno raccolto informazioni utilizzando un software di tracciamento i cui termini vietano esplicitamente il loro uso per le app per bambini. I ricercatori hanno anche affermato che quasi la metà delle app non utilizza sempre misure di sicurezza standard per trasmettere dati sensibili attraverso il Web, violando appunto le misure ragionevoli di sicurezza dei dati imposte dalla COPPA.

    I risultati hanno anche rivelato che gli sviluppatori di app che erano stati certificati come conformi al COPPA non erano migliori di rispetto alle altre app, in materia di tutela della privacy dei bambini. I ricercatori hanno utilizzato una piattaforma di test che ha consentito loro di vedere in tempo reale la frequenza con cui le app hanno accesso a informazioni sensibili su uno smartphone (come dati sulla posizione ed i contatti) e con quali altre entità le app hanno condiviso tali informazioni.

    Come sta affrontando Google questa situazione? Per adesso con un nulla di fatto.
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    Instagram prende contromisure sulla privacy

    Usi delle app per tenere sotto controllo chi ti segue/non segue su Instagram? Da venerdì, potrebbero non funzionare più così bene. In seguito allo scandalo che ha colpito Facebook, Instagram, oltre ad eliminare l’app per l’Apple Watch, ha infatti deciso di imporre una maggiore restrizione sulla quantità di informazioni condivise con app di terze parti. Ad essere più penalizzate da questa novità sono per lo più le applicazioni che eseguono operazioni di ricerca di hashtag ed analisi del numero di follower da parte di app di terze parti che sfruttano le API di Instagram. Secondo TechCrunch, un blog statunitense che si occupa di tecnologia e informatica, Instagram non ha commentato questa decisione che sarebbe stata attuata improvvisamente, e senza preavviso per gli sviluppatori. Si presume, però che queste limitazioni abbiano subito un’accelerazione proprio per prevenire ulteriori problemi sulla privacy degli utenti.
     
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    Telegram dovrà  cedere le chiavi di cifratura alle autorità russe

    L’app di messaggistica, che ha sempre fatto vanto della sicurezza dei suoi codici di crittografia, ha 15 giorni di tempo fornire ai servizi di sicurezza russi (al Federal Security Service) i dati necessari per decriptare i messaggi di tutti i suoi utenti — altrimenti rischierà il blocco su tutto il territorio russo. Telegram, infatti, ha perso un'importante sentenza d'appello presso la Corte Suprema russa, ponendo in seria discussione l'effettiva riservatezza della piattaforma dei fratelli Nikolai e Pavel Durov - che conta oltre 100 milioni di utenti - la quale ora potrà essere soggetta a controlli molto più efficaci da parte delle autorità russe, qualora queste lo ritengano necessario.