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    Huawei accusata di rubare i segreti commerciali di Apple

    Non è un buon periodo per Huawei che, dopo i problemi con gli USA, si trova ad a dover affrontare anche questa accusa. Secondo un rapporto pubblicato ieri da “The Information”, sembrerebbe infatti che l’azienda cinese usi delle tattiche "dubbie" per provare a decodificare la tecnologia di Apple e di altri concorrenti nel mercato dell'elettronica. Secondo The Information, che ha citato fonti anonime, Huawei avrebbe contattato fornitori e dipendenti della catena di montaggio Foxconn, per informazioni sulle parti utilizzate nei prodotti Apple, dai monitor della frequenza cardiaca Apple Watch ai cavi dei connettori nel MacBook Pro. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, Huawei avrebbe un vero e proprio programma che premia i dipendenti per il furto di informazioni, con bonus che aumentano in base al valore confidenziale delle informazioni raccolte. Mentre il furto di segreti commerciali non è una novità tra le aziende tecnologiche, le nuove accuse contro Huawei rappresentano "un sistema più sfacciato ed elaborato di ricerca di informazioni segrete", riporta The Information.
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    Huawei presenta la famiglia P20

    Huawei presenta la famiglia P20. Il P20 Pro con tripla fotocamera posteriore e notch frontale, il modello con Porsche con un sensore per le impronte sullo schermo

    Grande evento ieri sera a Parigi, dove l’azienda cinese ha presentato la serie P20, composta da Huawei P20 Pro dal classico P20.

    I rumors dei mesi precedenti si sono rivelati veritieri: il P20 Pro presenta, infatti, una tripla fotocamera Leica su retro ed il notch sul fronte (per intenderci, il notch è quel rettangolo nero che si trova in alto sullo schermo dell’iPhone X). Prezzo? 899€. Sarà disponibile dal 6 aprile.

    È stato presentato anche il Porche Design Huawei Mate RS che, oltre alla tripla fotocamera, presenta un doppio sensore per le impronte digitali: uno sul retro ed uno sullo schermo. La memoria interna è di 256 GB (che arriva a 512 nella versione disponibile per il mercato cinese). Il telefono, venduto con custodia in pelle che riprende gli interni della Porsche 911 GT3 RS, sarà disponibile in Italia da metà aprile a 1695€. La versione da 512 GB, invece, costerà intorno ai 2095€.

       

    Ma vediamo nel dettaglio la scheda tecnica del Huawei P20 (che costerà 679€) e P20 Pro:

     

    Huawei P20 Pro  

    Display: FullView da 6,1 Pollici, 2240 x 1080 pixel 

    ProcessoreKirin 970 con co-processore neurale per funzioni basate su AI 

    RAM: 6GB 

    Memoria: 128GB (non espandibile) 

    Tripla fotocamera Leica: 40MPixel f/1.8 + sensore monocromatico da 20MPixel (f/1.6) + teleobiettivo da 8 MPixel (f/2.4) 

    Fotocamera frontale: 24MPixel  

    Batteria: 4000 mAh e ricarica rapida (non wireless) 

    Dual Sim: sì 

    Sistema operativo: Android 8.1 con interfaccia EMUI 8.1 

    Jack audio: no 

    Impermeabile: no 

    Colori: Twilight, Nero, Midnight Blue, Oro Rosa 

    Sistema Operativo: Android 8.1 con EMUI 8.1 e funzioni AI 

     

    Huawei P20  

    Display: FullView da 5,8 Pollici, 2240 x 1080 pixel 

    ProcessoreKirin 970 con co-processore neurale per funzioni basate su AI 

    RAM: 4GB 

    Memoria: 128GB (non espandibile) 

    Doppia fotocamera Leica: 12 MPixel + 20 MPixel monocromatica  

    Fotocamera frontale: 24MPixel  

    Batteria: 3400 mAh e ricarica rapida (non wireless) 

    Dual Sim: sì 

    Sistema operativo: Android 8.1 con interfaccia EMUI 8.1 

    Jack audio: no 

    Impermeabile: no 

    Colori: Twilight, Nero, Midnight Blue, Oro Rosa 

    Sistema Operativo: Android 8.1 con EMUI 8.1 e funzioni AI  

     

    La parte che più ci ha colpito, è proprio la fotocamera, sviluppata nuovamente in collaborazione con Leica. L’obiettivo principale ha una risoluzione di 40MPixel ed il secondo, invece, è monocromatico e arriva a 20 MPixel. Per sfruttare a pieno tali potenzialità, Huawei ha introdotto nuove funzionalità software basate sull’intelligenza artificiale “per creare un’esperienza fotografica di livello professionale, con funzioni che rimangono semplici e facili da usare” come lo stesso Richard Yu ha affermato ieri sera. Sarà davvero così, siamo di fronte ad una rivoluzione?

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    Virus Android colpisce 5 milioni di smartphone, già in fabbrica

    Arriva un importante allarme da parte di un’azienda di sicurezza informatica, la Check Point Software Technologies, secondo la quale sarebbero ben 5 milioni i dispositivi Android infettati, commercializzati con i marchi Honor, Huawei e Xiaomi, ma anche quasi 17 mila Samsung. Cosa ben più grave, l’azienda segnala che l’infezione è stata contratta prima che venissero commercializzati, quindi in fase di assemblaggio e configurazione (e riguarda soprattutto smartphone e tablet assemblati a fine 2016). Il malware in questione si chiama RottenSys ed è un programmino capace di raccogliere informazioni sulle attività effettuate sul dispositivo e di visualizzare contenuti pubblicitari, spesso finti, che inducano al clic. Voci di corridoio, affermano che il virus Android RottenSys nel frattempo è stato riprogrannato per permettere gli hacker di assume il controllo da remoto dei dispositivi infetti, così da poterci installare le app desiderate.

    RottenSys è davvero molto furbo, in quanto appare come un servizio WiFi, esattamente questo 系统WIFI服务, che viene proposto ai possessori dei dispositivi infetti ma che, dopo un’analisi accurata, si dimostra falso. I tecnici di Check Point, infatti, hanno notato che, nel caso l’utente volesse accedere a tale servizio, gli sarebbero state richieste autorizzazioni poco coerenti con l’uso del servizio stesso, come l’uso del calendario o la possibilità di download senza notifica. In questo modo, attraverso la gestione del calendario, era possibile impostare la data e l’orario di una determinata attività e, mediante la gestione del download, si poteva caricare il dispositivo di qualsiasi file, senza che l’utente se ne accorgesse.

    Come puoi tutelarti? Controllando se i file com.android.yellowcalendarz, com.changmi.launcher, com.android.services.securewifi e com.system.service.zdsgt sono presenti nel terminale e cancellarli.