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    Adware trovato in altre app con oltre 1,5 milioni di installazioni

    Settimana nuova, virus nuovo! Questa volta, un rapporto ha rilevato che due app di fotografia del Google Play Store, con bel oltre 1,5 milioni di download, nascondevano un adware. Il rapporto, proveniente dalla società di sicurezza mobile Wandera, afferma che le app in questione mostravano delle pubblicità pop-up, le quali attivavano dei servizi in abbonamento. Di quali app si tratta? La prima si chiama Sun Pro Beauty Camera e ha avuto oltre 1 milione di download, mentre la seconda app - Funny Sweet Beauty Camera - ha avuto poco più di 500.000 download e, fortunatamente, sono state entrambe rimosse dal Play Store. Queste, pertanto, sono altre app che si vanno ad aggiungere alle precedenti 85 app eliminate lo scorso mese dallo Store di Google. Qualora tu non lo abbia fatto, procedi subito alla rimozione di queste fastidiose app (assicurandoti di averle davvero eliminate della tuo device) e condividi la notizia con i tuoi amici!
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    È arrivato Android 10!

    E vero, per il momento è principalmente supportato dai Pixel di Google ma ciò non toglie che Android 10 sia finalmente disponibile. Tra le novità che tutti stavano aspettando c’è, sicuramente, la modalità scura e, su questo, Android 10 non delude. La nuova modalità, infatti, aiuterà le prestazioni della batteria per il tuo telefono OLED ed è supportata da un numero sempre maggiore di app: Gmail ancora no (come mai?). Un’altra modifica importante è la navigazione gestuale aggiornata, la quale resta facoltativa e potrai comunque continuare ad utilizzare la vecchia navigazione a tre pulsanti che Android offre da tempo. Vi è poi la Smart Reply aggiornata, che suggerisce azioni dalle tue notifiche: ad esempio, se una notifica include un link, Smart Reply suggerirà di aprirlo in Chrome. Ci sono anche un paio di funzionalità per la privacy e la sicurezza, inclusa la possibilità di condividere la tua posizione con le app solo mentre le usi e una nuova sezione Privacy in Impostazioni che ti dà accesso ai controlli per la gestione della cronologia web e delle app. Con i nuovi aggiornamenti di sistema di Google Play, l'azienda ora può anche inviare importanti correzioni di sicurezza e privacy direttamente al telefono dal Google Play Store, senza dover così passare attraverso il processo di aggiornamento del sistema. Dati i lenti cicli di aggiornamento di Android, questa è una nuova importante funzionalità. Come per le versioni precedenti, questi sono solo alcuni dei punti salienti e, nuove funzionalità, potrebbero essere introdotte con le prossime beta.
     
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    Huawei sfida Google Maps

    Secondo un rapporto del China News, gestito dallo Stato, Huawei sta sviluppando un proprio "servizio di mappatura" progettato per sfidare Google Maps, ma non come ci si potrebbe aspettare. Il servizio è infatti destinato agli sviluppatori di software, il che significa che le app che offrono servizi di navigazione, o di guida, potranno usufruire della tecnologia di mappatura pianificata da Huawei invece di costruirne una propria. Tale servizio, chiamato Map Kit, arriva sulla scia delle restrizioni commerciali del governo degli Stati Uniti su Huawei, che hanno costretto l'azienda a reinventarsi per costruire il proprio hardware e software per ridurre la dipendenza dalla tecnologia prodotta dagli Stati Uniti. Il rapporto afferma che Map Kit sarà presentato a ottobre, coprirà 150 "paesi e regioni”, sarà disponibile in 40 lingue e fornirà ampi servizi di navigazione, tra cui informazioni sul traffico in tempo reale di altissima precisione. Questo servizio, sarà fondamentale se la società tecnologica intende mantenere la propria posizione nei mercati esteri e non si può escludere la possibilità che, un giorno, Huawei potrà superare i colossi come Google ed Apple.
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    Venderesti il tuo volto a Google per 5 dollari?

    Google ha molti modi per raccogliere dati sugli utenti ma, negli ultimi giorni, si sta avvalendo di un modo davvero particolare. Sembrerebbe, infatti, che alcuni dipendenti di Google stiano fermando persone a caso per strada offrendo loro 5$ in cambio dei loro dati del volto. Dopo aver accettato l'offerta, viene consegnato un telefono che servirà per scansionare il volto e provare a sbloccare il device. Una volta terminato il test, viene offerta una carta regalo Amazon o Starbucks da 5$ o, almeno, è quello che sta accadendo in diverse città statunitensi. Cosa significa tutto ciò? Nonostante lo strano metodo, Google sembra stia cercando di raccogliere più dati possibili sui volti testare il “Face ID” presente sui prossimi Pixel 4, al fine di perfezionarne la tecnologia prima del suo evento di ottobre. Speriamo che tutto ciò finisca per produrre un sistema di riconoscimento facciale che possa realmente competere con quello che Apple ormai usa da diversi anni. Ma tu, cosa faresti se ti venissero offerti i 5$...accetteresti? 
     
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    Problemi con le notifiche, in particolare con i dispositivi Bluetooth

    In queste ultime ore, diversi utenti Android stanno segnalando strani bug con le notifiche, specialmente quando sono in uso degli accessori Bluetooth. Android Police, infatti, ha segnalato che tali disguidi sono diversi da caso a caso ma ci sono, principalmente, 3 tipi di problemi che sembrano ripetersi. Il primo riguarda il suono delle notifiche, che sembra ripetersi più di una volta (anche fino a tre volte consecutive) per la stessa notifica. Un altro problema riscontrato è che le notifiche, nonostante vengano lette, tendono a riapparire (sempre le stesse) subito dopo e, infine i suoni di notifica che vengono riprodotti anche se il volume è impostato in modalità silenziosa. Finora, nemmeno Google ha ben capito quale sia la causa principale di questo problema, in quanto sembra essere esteso a più dispositivi Android (es. il Galaxy S8 / S9 / S10) ed accessori Bluetooth (es. le cuffie Bose QC35). Se anche tu stai sperimentando questi problemi, quindi, non preoccuparti...non sei il solo!
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    Grazie a Google AR Search degli animali invaderanno la tua stanza

    C’è un panda nel tuo salotto? Non stai diventando pazzo ma è un risultato della tua ricerca effettuata su Google mediante il tuo smartphone. Secondo 9to5Google, da questa settimana, le ricerche di leoni, tigri, orsi, capre alpine, licantropi, ricci europei, rana pescatrice, pinguini imperatori e panda giganti fanno apparire, nell’elenco della tua ricerca, un'immagine 3D che può essere "trasportata" nel tuo realtà, a patto che tu abbia un telefono abilitato per AR. Quando effettui una di queste ricerche, ti comparirà così l’avviso “Incontra un animale a grandezza naturale da vicino" così come “visualizza nel tuo spazio" che posizionerà una versione animata di quell'animale nell'ambiente in cui ti trovi. Puoi spostarli e ridimensionarli, con persino effetti visivi e sonori appropriati. Dovrai consentire alla funzione di accedere alla tua fotocamera e al tuo archivio per poter vedere gli animali AR la prima volta che ne guardi uno. Dopodiché, puoi giocarci ogni volta che vuoi. Questa è solo una delle funzionalità di realtà aumentata per Google Search rivelata alla sua conferenza degli sviluppatori I / O agli inizi di maggio. 9to5Google afferma inoltre che il gigante della tecnologia stia anche collaborato con la NASA, Samsung, Volvo e altre aziende per creare altri oggetti AR per la ricerca in futuro. Noi non siamo riusciti a testare questa nuova funzionalità, tu invece?
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    Google Play si aggiorna e cambia le proprie regole

    Le casse premio, sono una parte molto importante dell'industria dei videogiochi in questo momento ma stanno anche sollevando parecchie polemiche, in quanto comparate al gioco d’azzardo poiché spingono l’utente a giocare per ottenere una ricompensa. Google, pertanto, ha deciso di cambiare le proprie regole e ha già cominciato a chiedere agli sviluppatori di app di gioco, di rendere pubbliche le probabilità reali di vincita per gli utenti. Ciò si inserisce in un cambio di regole molto più vasto, al fine di rendere il Play Store adatto un “luogo” sicuro per tutti, anche per i bambini, che sono sempre più attratti dalle app di gioco. Ad esempio, sono state inserite delle limitazioni in merito al tipo di pubblicità che può apparire, delle avvertenze di sicurezza in merito alle esperienze di realtà aumentata e la divulgazione del tipo di informazioni che le app raccolgono. Tutte le app esistenti dovranno rispettare le nuove regole entro il 1° settembre.  
     
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    Ordinare cibo da Google Maps? Presto si potrà!

    Come sempre prima negli Stati Uniti ma, qualche giorno fa, Google ha annunciato il lancio della sua nuova funzionalità integrata a Google Search, Maps e Assistant: la consegna di cibo a domicilio. Questa nuova feature funzionerà grazie alla partnership con società di consegna esistenti come DoorDash, Postmates e ChowNow e si tradurrà nella possibilità di ordinare senza dover ricorrere ad un’app aggiuntiva. In Google Maps, apparirà un nuovo pulsante "Ordina online" che verrà visualizzato durante la ricerca di un ristorante convenzionato e potrai scegliere tra ritiro o consegna a domicilio. Se il ristorante lo supporta, le selezioni degli ordini saranno interamente effettuate tramite l'interfaccia di Google e Google Pay. Inoltre, Google sta portando questa funzione nell’app iOS e Android di Assistant, dove ti basterà dire "Ehi Google, ordina cibo da [nome del tuo ristorante da asporto preferito]" oppure riordinare il tuo normale pasto con nient'altro che la tua voce. Questa è solo l'ultima di una serie di funzioni relative ai ristoranti che Google ha recentemente aggiunto alle sue app e ai suoi servizi e non vediamo l’ora sia disponibile anche in Italia e resto d’Europa.
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    Google sotto indagine per violazione del GDPR

    Lo sapevamo tutti, prima o poi il GDPR sarebbe stato veramente rispettato. In Irlanda, infatti, poche ore fa il Garante per la Privacy (Irish Data Protection Commission - DPC) ha avviato un’indagine formale proprio su Google in merito al trattamento dei dati nel contesto degli annunci pubblicitari, che sembrerebbero violare il relativo Regolamento Europeo. Nel frattempo, un portavoce di Google ha dichiarato: "Ci impegneremo pienamente nelle indagini del DPC e accogliamo con favore l'opportunità di chiarire ulteriormente le norme europee sulla protezione dei dati per le offerte in tempo reale. Gli acquirenti autorizzati che utilizzano i nostri sistemi sono soggetti a politiche e standard rigorosi". La denuncia si concentra sul suo sistema di annunci DoubleClick / Authorized Buyers, e si sostiene che il sistema sia intrinsecamente insicuro - cosa assolutamente incompatibile con il requisito di GDPR che i dati personali vengano elaborati "in modo da garantire una sicurezza appropriata". Sappiamo che Google è ormai abituato a multe salate ma, questa volta, dovrà stare molto attento, considerato che il GDPR prevede sanzioni fino al 4% del fatturato di un’azienda.
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    Google revoca le licenze Android a Huawei

    Si tratta di una notizia di pochissime ore fa ed è la conseguenza del divieto, imposto da Trump a Huawei, di vendere i propri prodotti sul territorio statunitense. Secondo l’amministrazione Trump, infatti, gli smartphone e le apparecchiature di telecomunicazione del colosso cinese sono potenzialmente utilizzati per lo spionaggio e, con l'intensificarsi delle tensioni diplomatiche tra i due Paesi, il presidente Trump ha dichiarato un'emergenza nazionale e ha emesso un ordine esecutivo per limitare le società degli Stati Uniti a fornire prodotti a Huawei. Così, anche Google sta attualmente "rivedendo le implicazioni" dell'ordine esecutivo dalla Casa Bianca, ma per ora, ha rimosso Huawei dal programma partner Android, suggerendo che quest'ultimo non avrà più "accesso ad app e servizi di proprietà di Google” con la conseguenza che Huawei, da ora in avanti, non sarà in grado di supportare il Google Play Service sui propri smartphone. Per i dispositivi Huawei già in commercio, Google ha confermato che gli utenti continueranno ad aggiornare le app tramite Google Play Store. Tuttavia, la blacklist proibisce a Huawei (e Honor) di rilasciare aggiornamenti e, se lo fa, sarà costretto a rimuovere Google Play Services e le app di Google anche dai dispositivi esistenti. L'unica opzione plausibile per Huawei è quindi quella di iniziare finalmente a lanciare il proprio sistema operativo, su cui ha riferito di aver già cominciato a lavorare. Per ora, questa situazione sembra avere delle ripercussioni enormi ma si vedrà tutto nel dettaglio solo nelle prossime ore.
     
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    Google Traduttore avrà  presto il rilevamento automatico della lingua

    Nonostante sia pronto un aggiornamento che gli fornirà numerosi miglioramenti, all’appena conclusa conferenza I/O di Google non ci si è concentrati abbastanza su Google Translate. Sono numerose le nuove funzionalità annunciate ma, la più attesa è il rilevamento automatico della lingua mediante la fotocamera. Come facciamo a saperlo? Il team di 9to5Google è riuscito a leggere il codice del nuovo aggiornamento 5.29 dell’app Android per poter scovare questi “tesori nascosti”. Grazie a loro, quindi, sappiamo che presto basterà scansionare del testo con la fotocamera del proprio smartphone e subito l’app rileverà la lingua per poter così procedere alla traduzione automatica. Nonostante la versione 5.29 di Translate sia ampiamente diffusa, le nuove funzionalità della fotocamera non sono ancora attive ma…siamo fiduciosi che Google le renda accessibili presto a tuti gli utenti.
     
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