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    L’aggiornamento di WhatsApp “scarica la batteria” dei telefoni Android

    Se hai notato che la batteria del tuo telefono Android si esaurisce rapidamente, potrebbe esserci un'app in particolare da incolpare. Di recente, diversi utenti Android hanno infatti notato che WhatsApp, in seguito all’ultimo aggiornamento, stia consumando la batteria dei propri device. La maggior parte dei telefoni interessati sono OnePlus, ma anche altri modelli, tra cui Samsung Galaxy S10e, Galaxy S9, Google Pixel 3 e Pixel 4 hanno avuto lo stesso problema. Un utente di OnePlus 6, per esempio, ha scritto che dopo l'aggiornamento alla versione di WhatsApp che presenta la funzione “sblocca con impronta digitale", il suo telefono gli ha mostrato di aver utilizzato WhatsApp per 1,5 ore anche se l'aveva effettivamente aperto per un solo minuto. Addirittura, un utente che utilizza Redmi Note 5 Pro ha notato che la sua batteria è diminuita dal 74% al 19% a causa dell'attività dell'app di messaggistica in background. Molti si sono ingegnati per risolvere il problema cancellando la cache e i dati dell'app e scaricato la versione 2.19.325. Se vuoi verificare anche tu, vai su Impostazioni> Batteria sul tuo telefono Android. Tocca il menu di overflow a tre pulsanti nell'angolo in alto a destra dello schermo e fai tap su “Uso della batteria”, dove puoi controllare le varie percentuali di utilizzo.
     
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    Microsoft lancia una nuova app Office per Android

    Microsoft ha appena rilasciato una nuova app beta per Android che combina tutti gli strumenti essenziali di Office:Word, Excel, PowerPoint e altro. In questo modo, l'app ti permetterà di creare, modificare e gestire documenti sul tuo telefono o tablet Android. Puoi persino collaborare online a determinati documenti con amici e colleghi tramite l'app (qualcosa di simile a Fogli di Google, Documenti, ecc). Una caratteristica straordinaria è la possibilità di creare file PDF da una foto o convertire file Word, Excel e PowerPoint in PDF, oltre alla possibilità di firmare i documenti/PDF con un dito e quindi inviarli. Microsoft Office beta migliora anche la condivisione dei file tra telefono e computer o dispositivi mobili nelle vicinanze. Inoltre, la capacità integrata di scansionare rapidamente i codici QR è un'altra caratteristica sorprendente. Non è la prima volta che Microsoft testa un'app Office all-in-one sulla piattaforma mobile e, trattandosi di un’app attualmente in fase beta, sicuramente avrà alcuni bug e problemi. Mentre scriviamo, sembra che Microsoft abbia rimosso l'app dal Play Store e si hanno così due possibilità: aspettare che l’app definitiva (non beta) venga ripubblicata, oppure scaricarla dal sito di terze parti. Vi basterà cliccare sul link per accedere alla pagina, ci teniamo però a ricordarvi di preferire sempre il Google Play Store per scaricare le vostre app!
     
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    Finalmente puoi sbloccare WhatsApp con le tue impronte digitali

    WhatsApp ha annunciato che, finalmente, anche l’app Android può essere sbloccata utilizzando l’impronta digitale. Sono ormai diversi mesi che la funzione della sicurezza biometrica era stata integrata per l’app iOS ed eravamo tutti in attesa che ciò accadesse anche per gli utenti Android. Sostanzialmente si tratta di un ulteriore livello di sicurezza, simile a quello che potresti trovare in un’app bancaria dove, dopo aver sbloccato il telefono, ti viene richiesta l’impronta per poter accedere a WhatsApp. L'aggiornamento non sembra essere ancora disponibile in tutto il mondo, ma si stia diffondendo pian piano. WhatsApp afferma inoltre che sarai in grado di attivare questa opzione dal menu delle impostazioni dell'app, così come potrai impostare  per quanto tempo l’app debba rimanere sbloccata (da 1 a 30 minuti) in modo tale da evitare di inserire l’impronta ogni volta il tuo smartphone vada in stand-by. Infine, poi anche impedire che il contenuto dei tuoi messaggi venga visualizzati nelle notifiche. Ciò significa anche da adesso chiunque può prendere in mano il tuo smartphone, tanto non avrà alcuna possibilità di leggere le tue chat. È solo questione di tempo, speriamo l’aggiornamento arrivi presto!  
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    Google Play Music raggiunge 5 miliardi di download

    Google Play Music è da anni il servizio ufficiale di streaming musicale di Google ed ha appena raggiunto traguardo nel Play Store. L'app ha infatti raggiunto i cinque miliardi di download sul Play Store ed è la sesta app che supera questa soglia, seguendo Chrome, Gmail, Maps, Search e YouTube. Sfortunatamente, questo potrebbe essere l'apice della crescita di Google Play Music, il cui destino è già segnato poiché Google preinstallerà anziché Play Music su tutti i futuri telefoni Android. I download di Play Music sono pertanto destinati ad interrompersi fino a che, mano a mano, l’app comincerà a non essere più usata anche se i fan più accaniti già hanno già comunicato che non si sposteranno fino a quando l'alternativa di YouTube non offrirà le stesse funzioni. È ancora molta, infatti, la strada da fare per YouTube Music, la quale si spera verrà correttamente aggiornata prima del tramonto di Play Music.
     
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    Rimosse dall’App Store 17 app contenenti malware

    Lo segnaliamo spesso per gli utenti Android ma, purtroppo, questa è la volta di iOS. Apple ha infatti confermato che 17 app contenenti un malware sono state rimosse dall'App Store dopo aver eluso il processo di revisione di Apple. Com’è potuto accadere? Sembrerebbe che il codice dannoso non sia stato trovato all'interno delle app in questione, ma che stessero invece ricevendo istruzioni da un server remoto. Le app incriminate provenivano tutte dallo stesso sviluppatore, AppAspect Technologies, e riguardavano una vasta gamma di aree: prenotazioni ai ristoranti, radio, calcolatrice BMI, compressione video, tachimetro GPS e molto altro. La scoperta è stata fatta dalla nota società di sicurezza mobile Wandera, che ha spiegato come app riuscissero a commettere segretamente frodi pubblicitarie in background, come aprire continuamente pagine Web o fare clic su collegamenti senza alcuna interazione da parte dell'utente. L'obiettivo della maggior parte dei trojan clicker, infatti, è generare entrate in base al pay-per-click, gonfiando il traffico del sito web. Sebbene non sia stato arrecato alcun danno diretto agli utenti delle app, l'attività consumerebbe dati mobili, oltre a rallentare potenzialmente il telefono e accelerare il consumo della batteria. Se vuoi dare uno sguardo all’elenco completo delle app incriminate, ecco la lista:   RTO Vehicle Information EMI Calculator & Loan Planner File Manager – Documents Smart GPS Speedometer CrickOne – Live Cricket Scores Daily Fitness – Yoga Poses FM Radio – Internet Radio My Train Info – IRCTC & PNR Around Me Place Finder Easy Contacts Backup Manager Ramadan Times 2019 Restaurant Finder – Find Food BMI Calculator – BMR Calc Dual Accounts Video Editor – Mute Video Islamic World – Qibla Smart Video Compressor    
     
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    Mark Zuckerberg accusa l’app TikTok di censura

    Per chi ancora non la conoscesse, TikTok è un'app, di proprietà della società cinese ByteDance, che permette di condividere video. Gli utenti possono girare, infatti, modificare e condividere video di 15 secondi ravvivati da filtri, musica, animazione, effetti speciali e altro ancora. Riassumendo, TikTok sta rendendo i social molto più divertenti ed è per questo che è diventata così virale, superando addirittura WhatsApp per numero di download. Anche per questo motivo, Mark Zuckerberg non è un grande fan di TikTok e anzi, ha affermato che quest’app e la Cina rappresentano una vera minaccia. In particolare, durante un discorso alla Georgetown University, il CEO di Facebook ha affermato che il governo cinese ha costretto TikTok a censurare i video di sostegno alle proteste di Hong Kong e ha affermato “È questo internet che vogliamo?”. Anche la testata, The Guardian ha in effetti riferito che, da documenti interni, si evince vi siano dei moderatori con l’incarico di censurare video che menzionino argomenti che potrebbero dar fastidio governo cinese. Zuckerberg, che ha sempre parlato della minaccia rappresentata dai giganti della tecnologia cinese, sembra affermare che la propria azienda non stia più lavorando per sbarcare in Cina, dove Facebook è stato bandito dal 2009. È sicuramente vero che WhatsApp e Instagram, invece, sono utilizzati da manifestanti e attivisti in tutto il mondo, anche a causa della crittografia e protezioni della privacy ma, dopo tutti gli scandali che hanno colpito Facebook, Zuckerberg è davvero nella posizione di poter muovere certe critiche?  
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    Waze da oggi ti dirà  il costo dei tuoi itinerari

    Google Maps è l'app di navigazione più popolare al mondo, ma Google ha un altro asso nella manica, Waze, che può offrire un'esperienza di navigazione ancora migliore. Waze, infatti, ha finalmente reso disponibile anche in Italia una nuova funzione per sapere il costo esatto delle strade a pedaggio presenti sul nostro itinerario. L'aggiornamento, sia per iOS che per Android, era prima disponibile solo per gli Stati Uniti e in Canada ma, da oggi, anche gli utenti italiani avranno la possibilità di scegliere se evitare le strade a pedaggio oppure sapere fin dal principio quanto costerà quel determinato tragitto. L’idea è chiaramente quella di dare ai conducenti la possibilità di evitare i pedaggi, aiutandoli anche a valutare se hanno i soldi a portata di mano. Google, quindi, sembra voler potenziare quest'app sempre di più: ad esempio, non ha ancora introdotto questa funzione su Maps (dove sono ancora gli utenti a dover segnalare i prezzi all'interno dell'app) e questo è solo uno degli ultimi aggiornamenti dopo aver ricevuto l'integrazione di Google Assistant solo poche settimane. Cosa ci aspetterà il futuro?
     
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    Instagram lancia una nuova app

    Pochi giorni fa Instagram ha lanciato “Thread”, un'app di messaggistica ideata per essere utilizzata solo tra gli amici più stretti. L’app, compagna di Instagram, ti permette infatti di condividere rapidamente testo, foto e video solo con il tuo elenco di "amici intimi". Thread ha tre funzioni principali: la prima è la fotocamera. Una volta avviata l’app, infatti, si apre la schermata della fotocamera per scattare foto e video da inviare ma, rispetto ad Instagram, qui non troveremo nessun tipo di filtro da applicare ai contenuti. La seconda caratteristica è la posta in arrivo, che è l’equivalente dei direct su Instagram ma, anche in questo caso, è limitata agli amici più cari. Infine, gli status, che è uno degli aspetti più discussi e controversi di Thread. L’app offre infatti la possibilità di condividere aggiornamenti di stato automatici sfruttando la tua posizione: se ti trovi a casa, in ufficio o in un locale, l’app pubblicherà in automatico uno stato diverso (che sarà visibile per un massimo di 4 ore), imparando così a conoscere mano a mano le tue abitudini. Si riaffaccia dunque il problema della privacy, e così Instagram ha prontamente comunicato che gli unici dati con cui entreranno in contatto sono “la tua posizione, i tuoi movimenti, il livello della tua batteria e la connessione alla rete cellulare per determinare quali informazioni di contesto condividere”. È vero, si tratta di una quantità notevole di informazioni ma non dobbiamo dimenticare che molte altre app raccolgono informazioni simili.  
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    Apple accusata di manipolare l’App Store

    Apple nega che i risultati della ricerca nell'App Store diano la priorità alle proprie app rispetto alla concorrenza ma, un nuovo rapporto del Wall Street Journal, sembra confutare tale affermazione. In effetti, il rapporto rileva che nel 60% delle categorie di app sull'App Store, Apple ha classificato le proprie app per prime. Un ottimo esempio è Apple Maps, che supera Google Maps e Waze nelle ricerche, nonostante il fatto che queste ultime due app concorrenti siano molto più popolari. Dal canto suo, Apple sostiene di classificare le app in base alle corrispondenze dei nomi cercati e ai "dati sul comportamento degli utenti", con un totale di 42 fattori che determinano il modo in cui le app vengono classificate nella ricerca. Apple mantiene ancora segreto l'algoritmo di classificazione, che sostiene sia quello di impedire la manipolazione dei risultati di ricerca da parte degli sviluppatori. Il rapporto del Wall Street Journal arriva, però, in un periodo difficile per Apple, la quale sta affrontando sia un'indagine antitrust in Europa su Apple Music e Apple News che il Congresso per testimoniare su tecnologia e concorrenza.  
     
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    FaceApp, che fine fanno le tue foto?

    Sta spopolando nel corso delle ultime ore: si tratta di FaceApp, un’app russa che permette di applicare dei sorprendenti filtri alle tue foto. Se hai dei profili social, infatti, negli ultimi giorni avrai visto i tuoi amici, o personaggi famosi, improvvisamente invecchiati. Insieme al successo, però, sono arrivate le prime lamentele in merito alla privacy, facendo alzare un vero e proprio polverone anche se sembrerebbe che FaceApp non stia facendo nulla di particolarmente insolito. Volendo fare un po’ di chiarezza in merito, senza creare falsi allarmi possiamo riassumere dicendo che sì, FaceApp archivia le nostre foto su dei server ma tutti i dati vengono cancellati entro 48 ore. I server inoltre, al contrario di quanto si è detto, sono americani e non russi (es. Amazon AWS e Google Cloud). Questa è quanto dichiarato dal CEO di FaceApp Yaroslav Goncharov, il quale ha anche comunicato che gli utenti possono inviare la richiesta di cancellazione dei propri dati dai server tramite l’app. Ovviamente, non sappiamo se ciò sia vero ma, vale la pena ricordare, che carichiamo continuamente le foto dei nostri volti sui server di colossi come Facebook o Google e sembra strano ricordarsene soltanto adesso. Tu cosa ne pensi di tutta questa faccenda?
     
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    Dr. Mario World è ora disponibile per il download per iOS e Android

    Se sei un nostalgico dei giochi anni ’90 o un fan della saga Dr. Mario oggi è gran giorno. Con un giorno di anticipo rispetto a quanto era stato comunicato, infatti, è stato rilasciato il gioco Dr. Mario World, sia per iOS che Android. Il gioco è basato sulla versione Nintendo creata nel 1990 per NES e Game Boy e, nelle vesti di Dr. Mario (o forse solo un collega del Dr. Mario? non è chiaro), dovrai curare i "virus" abbinando i colori delle pillole in puzzle sempre più difficili. Un vero e proprio rompicapo multicolore, già in vetta agli store, che ti porterà in 5 mondi per un totale di 169 livelli. Dovrai usare tutto il tuo ingegno per combattere i virus, abbinando almeno 3 oggetti dello stesso colore e avvalendoti anche di abilità speciali per riuscire nell’impresa. Grazie al team degli amici di Dr. Mario (Dr. Peach, Dr. Bowser, Goomba, Koopa e Nella) inoltre, potrai unire logica e gioco di squadra per debellare definitivamente i virus. I gioco è scaricabile gratuitamente ma, come molti giochi, vi sono numerosi acquisti in app (che possono arrivare fino a 21,99€) per sbloccare contenuti aggiuntivi. Se non riesci ad aspettare, vai a scaricarlo immediatamente, Dr. Mario è nello store che ti aspetta!  
    Scarica Dr. Mario World per Android - Google Play Store Scarica Dr. Mario World per iOS - App Store
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    Quanto sei assumibile? Scoprilo con un’app!

    Per quanto demonizzati, ormai i social fanno parte della nostra vita a tutti gli effetti, tanto che gli stessi recruiter danno una sbirciatina ai vari account social dei candidati prima o dopo un colloquio. In questo contesto s’inserisce una nuova app, Hireable Analytics, una nuova piattaforma che monitora il tasso di assumibilità di chi sta cercando lavoro. L’app, disponibile sia per Android che iOS, si basa su un algoritmo che riesce ad analizzare le immagini del profilo sulla base della cosiddetta teoria “saggezza della folla”. Ciascun utente di Hireable, infatti, verrà valutato in maniera anonima dagli altri membri della community ed in base al rating ottenuto si avrà un punteggio basato su: foto, mansione di lavoro e settore lavorativo. In questo modo, ciascuno potrà constatare qual è la prima impressione che suscita agli altri e, magari, perfezionare il tiro. Un ottimo strumento quindi visto che, in generale, non c’è una seconda occasione per una buona prima impressione!  
     
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