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    Anche la pubblica amministrazione si fa smart

    Se c’è un risvolto positivo di questa pandemia, è forse la maggiore attenzione che si sta dando all’innovazione su tutti i fronti. Così, dopo anni di lavoro al riguardo, da lunedì è finalmente arrivata “IO” l’app grazie alla quale le pubbliche amministrazioni saranno a portata di smartphone. Sono numerosi i servizi che possono essere espletati tramite l’app senza bisogno di ricorrere a carte e file interminabili ma al momento, come tutti i progetti in fase di avvio (l’app è infatti in fase beta), sono ancora poche le amministrazioni presenti sulla piattaforma. Per accedere all’app servirà lo Spid o la carta d'identità elettronica (CIE) e, una volta dentro, basterà scegliere l’area geografica d’interesse per poter accedere ai servizi disponibili. Un esempio? Potrai pagare i tributi, la mensa scolastica, la Tari e tanto altro. Inoltre, potrai essere sempre aggiornato in merito a scadenze ed avvisi, così come potrai pagare il bollo auto e richiedere il certificato di proprietà di un veicolo in quanto, anche l’Aci, ha aderito. L’app, disponibile sia per iOS che Android, potrebbe inoltre essere uno strumento utile proprio per l’imminente Fase2 di riapertura del Paese. Speriamo quindi che siano sempre di più che PA che aderiranno in modo tale da farlo diventare un progetto davvero funzionale. Vuoi scaricare l’app ma non la trovi sullo store? Ecco i link dove poterla scaricare:  
     
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    eSIM? In arrivo anche in Italia

    Se ne sente tanto parlare ma in pochi sanno di cosa si tratta, eppure le eSIM (embedded-SIM) stanno per arrivare sul mercato italiano. Com’è facile intuire, stiamo parlando di schede sim con le stesse funzioni di quelle tradizionali, con l’unica differenza che sono virtuali e direttamente integrate negli smartphone. Per poterle attivare basta scansionare un QR code ed il gioco è fatto. In Italia, al momento, abbiamo una sottospecie di eSIM Vodafone per gli Apple Watch ma, le sim virtuali vere e proprie, arriveranno solo il prossimo anno e Wind e Tim saranno i primi operatori a supportarle. In attesa di un annuncio ufficiale, al momento è difficile stimarne i costi anche se, secondo alcune fonti, il costo si aggirerà intorno ai 10-15€, a seconda se l’utente acquisterà una nuova sim o farà il passaggio da una sim tradizionale ad una virtuale. Quali sono i vantaggi? Prima di tutto, lo spazio che potrà essere utilizzato dai produttori per migliorare le batterie, schermi e sensori vari. Le sim inoltre, ed i relativi dati, non potranno più essere perse: con una semplice telefonata al proprio operatore si potranno recuperare i dati non salvati. Non da ultimo, vogliamo pensare a tutta la plastica che verrà risparmiata?eSIM, ti stiamo aspettando!  
     
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    Chiunque può ora creare mappe e storie su Google Earth

    Se ti senti un cartografo o un esploratore, Google Earth ora ti consente di utilizzare “Studio”, un nuovo strumento di creazione di contenuti che consente, a chiunque, di creare mappe e percorsi per la propria piattaforma. Potrai utilizzarlo per creare e personalizzare storie, presentazioni fotografiche e altri percorsi interattivi combinando Street View, le mappe classiche o scorci della Terra dall'alto. Quando avrai finito, il tuo pubblico viaggerà da un punto all'altro, seguendo la tua storia, come un giro in aereo nei film di Indiana Jones o una passeggiata per le strade di una città e potrai persino salvare le tue bozze direttamente su Google Drive. Così, dopo il terribile fallimento di Google+, Google è alla ricerca di nuovi modi per trasformare i propri servizi in social network e, questa apertura, è pertanto in linea con lo sforzo di Google di rendere i propri servizi geografici più completi e più accessibili. In un precedente aggiornamento, Google Earth ha infatti aggiunto una sezione "Voyager" per creare visite guidate in alcune parti del globo e, questa settimana, l'app di Google Maps includerà suggerimenti delle sue guide locali in diverse città principali.  
     
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    Il Black Friday in anticipo su Amazon, fino al 12/11

    Non vedi l’ora di cambiare smartphone o di comprare qualche accessorio tech? Ottime notizie, non dovrai aspettare il Black Friday. Da ieri, infatti, Amazon ha dato il via alla promozione “Tesori Nascosti”, dove potrai trovare ogni giorno, per cinque giorni, nuove offerte suddivise per categorie. Durante questi giorni di sconti (dall'8 al 12 novembre), inoltre, potrai usufruire di buoni sconto, su tantissimi prodotti, da inserire nel carrello prima di procedere al pagamento. Infine, non dimenticare di tenere sott’occhio anche le offerte lampo, cioè dei prodotti che resteranno scontati solo per alcune ore o fino ad esaurimento. Qualche esempio? Apple iPhone 11 (64GB) a 796€; Apple Watch Series 5 (GPS, 40 mm) a 448€; Apple iMac / 21,5 pollici a 595€; Xiaomi Mi 9T Smartphone295,20€; Huawei Psmart 2019 (Aurora Blu) a 169€; Cuffie Bluetooth Senza Fili iTeknic32,19€; Sony KD-43XG70, Smart TV LED da 43 pollici a 499€ e…molto molto altro. Non vogliamo farti salire l’ansia ma, pensa che potrebbe essere una buona scusa per risparmiare qualcosa sui regali di Natale!

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    Google Play Music raggiunge 5 miliardi di download

    Google Play Music è da anni il servizio ufficiale di streaming musicale di Google ed ha appena raggiunto traguardo nel Play Store. L'app ha infatti raggiunto i cinque miliardi di download sul Play Store ed è la sesta app che supera questa soglia, seguendo Chrome, Gmail, Maps, Search e YouTube. Sfortunatamente, questo potrebbe essere l'apice della crescita di Google Play Music, il cui destino è già segnato poiché Google preinstallerà anziché Play Music su tutti i futuri telefoni Android. I download di Play Music sono pertanto destinati ad interrompersi fino a che, mano a mano, l’app comincerà a non essere più usata anche se i fan più accaniti già hanno già comunicato che non si sposteranno fino a quando l'alternativa di YouTube non offrirà le stesse funzioni. È ancora molta, infatti, la strada da fare per YouTube Music, la quale si spera verrà correttamente aggiornata prima del tramonto di Play Music.
     
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    L’app Apple TV arriva sui dispositivi Amazon Fire TV

    Ad una settimana dal lancio del proprio servizio TV, Apple ha reso disponibile l'app Apple TV sui dispositivi di streaming di Amazon. L'app è infatti da oggi disponibile su tre diversi modelli di dispositivi Fire TV: Fire TV Stick 4K, Fire TV Stick (2nd Gen) e Fire TV Basic Edition - con supporto per altri modelli in arrivo. Con l’app di Apple TV potrai guardare gli spettacoli dal servizio di streaming “Apple TV Plus” che verrà lanciato il 1 ° novembre, ma avrà anche vantaggi per i non abbonati: ti consentirà di trasmettere in streaming qualsiasi film o programma TV che hai acquistato tramite iTunes in passato. Puoi anche guardare nuovi acquisti e noleggi tramite l'app ma dovrai effettuare tali acquisti tramite un altro dispositivo con iTunes e non direttamente dalla TV. Per Apple avere un'app disponibile sulla piattaforma di Amazon ha richiesto anni di trattative. Nel 2017, infatti, il CEO di Apple Tim Cook annunciò che Prime Video sarebbe arrivato su Apple TV e, da allora, le due società hanno alleggerito le loro restrizioni sui reciproci prodotti. Il servizio di streaming verrà lanciato venerdì prossimo con nove spettacoli originali, la maggior parte dei quali avrà i primi tre episodi già disponibili, con nuovi episodi ogni settimana.
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    Rimosse dall’App Store 17 app contenenti malware

    Lo segnaliamo spesso per gli utenti Android ma, purtroppo, questa è la volta di iOS. Apple ha infatti confermato che 17 app contenenti un malware sono state rimosse dall'App Store dopo aver eluso il processo di revisione di Apple. Com’è potuto accadere? Sembrerebbe che il codice dannoso non sia stato trovato all'interno delle app in questione, ma che stessero invece ricevendo istruzioni da un server remoto. Le app incriminate provenivano tutte dallo stesso sviluppatore, AppAspect Technologies, e riguardavano una vasta gamma di aree: prenotazioni ai ristoranti, radio, calcolatrice BMI, compressione video, tachimetro GPS e molto altro. La scoperta è stata fatta dalla nota società di sicurezza mobile Wandera, che ha spiegato come app riuscissero a commettere segretamente frodi pubblicitarie in background, come aprire continuamente pagine Web o fare clic su collegamenti senza alcuna interazione da parte dell'utente. L'obiettivo della maggior parte dei trojan clicker, infatti, è generare entrate in base al pay-per-click, gonfiando il traffico del sito web. Sebbene non sia stato arrecato alcun danno diretto agli utenti delle app, l'attività consumerebbe dati mobili, oltre a rallentare potenzialmente il telefono e accelerare il consumo della batteria. Se vuoi dare uno sguardo all’elenco completo delle app incriminate, ecco la lista:   RTO Vehicle Information EMI Calculator & Loan Planner File Manager – Documents Smart GPS Speedometer CrickOne – Live Cricket Scores Daily Fitness – Yoga Poses FM Radio – Internet Radio My Train Info – IRCTC & PNR Around Me Place Finder Easy Contacts Backup Manager Ramadan Times 2019 Restaurant Finder – Find Food BMI Calculator – BMR Calc Dual Accounts Video Editor – Mute Video Islamic World – Qibla Smart Video Compressor    
     
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    Google conferma, molti più device avranno Android 10 entro il 2019

    Android 10, di cui vi abbiamo già parlato, è stato rilasciato il mese scorso ed è stato rapidamente distribuito su moltissimi device. Così, mentre si parla dei numeri di distribuzione Android, Google ha confermato che altri 10 produttori si sono impegnati ad aggiornare ad Android 10, almeno alcuni dei propri dispositivi, entro la fine di quest'anno. L'elenco include Samsung, ASUS, LG, Motorola, OPPO, Realme, Sony, Sharp e Vivo. Samsung ha già iniziato a distribuire Android 10 beta basato su Android 10 sui suoi dispositivi di punta, mentre OnePlus e Xiaomi hanno rilasciato Android 10 sui loro flagship. Tuttavia, non si fa menzione dei telefoni Nokia, il che potrebbe essere dovuto al fatto che Nokia 8.1 ha già iniziato a ricevere l'aggiornamento di Android 10. Google prevede che questo migliorerà anno dopo anno, nella speranza di eliminare la stagnazione e la frammentazione dall'ecosistema Android. E tu, che versione Android hai?  
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    Google News diventerà la tua guida per seguire la Champions League

    Da qualche giorno Google ha annunciato che Google News, da ora in poi, offrirà molti più contenuti sulla Champions League in corso, per una vera esperienza a 360°. Tutto ciò che dovrai fare è effettuare una ricerca relativa alla Champions League, sia su desktop che su dispositivo mobile (sia iOS che Android), per visualizzare aggiornamenti pre-partita, live, post-partita, notizie sulle squadre e sui giocatori. Durante ogni partita, infatti, riceverai dei commenti live insieme a un nuovo pannello "approfondimenti" che ti fornirà molte informazioni e curiosità. Ciò include formazioni, statistiche di gioco, analisi, rapporti sugli infortuni, tweet e molto altro. Sicuramente molti di voi avranno altri mezzi per seguire questa competizione sportiva ma, per quando si è impossibilitati, Google News adesso rappresenta una valida alternativa. Per i nerd delle statistiche e anche per chi piace scommettere, questa nuova funzione potrebbe aiutare a tenere la situazione sempre sotto controllo.  
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    Netflix comincia a bloccare la condivisione della password

    Sei tra quei utenti che usano l’abbonamento Netflix di un amico o familiare? Ecco, la news di oggi non ti renderà forse così felice. Il gigante dello streaming si sta infatti preparando per reprimere il diffusissimo fenomeno della condivisione delle password. In una nuova intervista in cui i dirigenti hanno discusso in merito agli utili della compagnia nel terzo trimestre del 2019, il Chief Product Officer Greg Peters ha dichiarato che Netflix "continua a monitorare la situazione" e che stanno studiando in modo per contenere il fenomeno. Netflix, quindi, non ha ancora rivelato come monitorare la condivisione delle password ma, come sottolinea il Daily Dot, la società potrebbe cercare di limitare gli indirizzi IP, il che potrebbe davvero diventare un problema per le famiglie che vivono separate. Come mai questa nuova politica? I dirigenti di Netflix sono stati sinceri nelle loro prospettive a breve termine, affermando che il lancio dei servizi di streaming di Apple e Disney potrebbe rappresentare un serio pericolo, soprattutto se si considera la recente perdita di utenti in seguito all’aumento dei prezzi.
     
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    Mark Zuckerberg accusa l’app TikTok di censura

    Per chi ancora non la conoscesse, TikTok è un'app, di proprietà della società cinese ByteDance, che permette di condividere video. Gli utenti possono girare, infatti, modificare e condividere video di 15 secondi ravvivati da filtri, musica, animazione, effetti speciali e altro ancora. Riassumendo, TikTok sta rendendo i social molto più divertenti ed è per questo che è diventata così virale, superando addirittura WhatsApp per numero di download. Anche per questo motivo, Mark Zuckerberg non è un grande fan di TikTok e anzi, ha affermato che quest’app e la Cina rappresentano una vera minaccia. In particolare, durante un discorso alla Georgetown University, il CEO di Facebook ha affermato che il governo cinese ha costretto TikTok a censurare i video di sostegno alle proteste di Hong Kong e ha affermato “È questo internet che vogliamo?”. Anche la testata, The Guardian ha in effetti riferito che, da documenti interni, si evince vi siano dei moderatori con l’incarico di censurare video che menzionino argomenti che potrebbero dar fastidio governo cinese. Zuckerberg, che ha sempre parlato della minaccia rappresentata dai giganti della tecnologia cinese, sembra affermare che la propria azienda non stia più lavorando per sbarcare in Cina, dove Facebook è stato bandito dal 2009. È sicuramente vero che WhatsApp e Instagram, invece, sono utilizzati da manifestanti e attivisti in tutto il mondo, anche a causa della crittografia e protezioni della privacy ma, dopo tutti gli scandali che hanno colpito Facebook, Zuckerberg è davvero nella posizione di poter muovere certe critiche?  
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    Waze da oggi ti dirà  il costo dei tuoi itinerari

    Google Maps è l'app di navigazione più popolare al mondo, ma Google ha un altro asso nella manica, Waze, che può offrire un'esperienza di navigazione ancora migliore. Waze, infatti, ha finalmente reso disponibile anche in Italia una nuova funzione per sapere il costo esatto delle strade a pedaggio presenti sul nostro itinerario. L'aggiornamento, sia per iOS che per Android, era prima disponibile solo per gli Stati Uniti e in Canada ma, da oggi, anche gli utenti italiani avranno la possibilità di scegliere se evitare le strade a pedaggio oppure sapere fin dal principio quanto costerà quel determinato tragitto. L’idea è chiaramente quella di dare ai conducenti la possibilità di evitare i pedaggi, aiutandoli anche a valutare se hanno i soldi a portata di mano. Google, quindi, sembra voler potenziare quest'app sempre di più: ad esempio, non ha ancora introdotto questa funzione su Maps (dove sono ancora gli utenti a dover segnalare i prezzi all'interno dell'app) e questo è solo uno degli ultimi aggiornamenti dopo aver ricevuto l'integrazione di Google Assistant solo poche settimane. Cosa ci aspetterà il futuro?
     
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Congratulations. You've reached the end of the internet.