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    Spotify ha presentato un reclamo antitrust contro Apple

    Il colosso svedese, ieri mattina, ha presentato una denuncia contro Apple alla Commissione Europea accusandola di aver abusato della propria posizione di proprietario dell'App Store per soffocare la concorrenza. In particolare, Spotify afferma che, dovendo pagare ad Apple una percentuale del 30% su tutti gli acquisti in-app, pone gli sviluppatori in una situazione davvero difficile. Il risultato, infatti, è quello di riversare tali costi sui consumatori (motivo per cui è stata costretta ad aumentare la tariffa mensile del servizio premium da 9,99€ a 12,99€) oppure rifiutarsi dal pagare tale commissione andando incontro a tutta una serie di ostacoli imposti da Apple. Spotify, quindi, afferma che il produttore di iPhone stia limitando ingiustamente i rivali del proprio Apple Music, danneggiando la scelta dei consumatori e soffocando l'innovazione attraverso le regole che applica sull'App Store. Spotify ha inoltre lanciato una campagna stampa, tra cui un sito web dedicato al comportamento sleale di Apple ed un video di YouTube che spiega le lamentele dell'azienda.  
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    La spesa per le app raggiungerà 106,4 miliardi di dollari entro la fine del 2018

    Secondo un nuovo rapporto di App Annie la spesa dei consumatori negli app store globali, entro la fine del 2018, ammonterà a circa 106,4 miliardi di dollari mentre raggiungerà i 156,5 miliardi di dollari entro il 2022. Il dato del 2018, come vi avevamo già accennato in un precedente articolo, è però in calo rispetto ai 110 miliardi di dollari che l'azienda aveva stimato qualche mese fa. Gran parte della crescita continua provenire dall’Asia, dove la Cina mantiene la sua posizione di leader mondiale nel mercato delle app, rappresentando il 40% della spesa mondiale.

    Il rapporto ha anche rilevato che la spesa per dispositivo da parte dei consumatori registrerà un aumento del 23%: da $ 20,94 nel 2017 a $ 25,65 nel 2022; i download di app invece aumenteranno del 45% nel 2022, raggiungendo 258,2 miliardi.

     

    L’aumento dei download nel 2022 dipenderà per lo più dall’India, Indonesia e Vietnam, oltre che dalle aree rurali della Cina. Nel frattempo, i mercati più stabili e maturi come gli Stati Uniti ed il Giappone avranno dei trend stabili: secondo il report, infatti, i download rimarranno alti, con una media di 21 nuove app scaricate all'anno per dispositivo negli Stati Uniti e 15 in Giappone.

    I giochi continueranno a farla da padrone, rimanendo la principale fonte di spesa dei consumatori, ma anche le altre tipologie di app guadagneranno terreno: dal 2017 al 2022, infatti la spesa per questo tipo di app aumenterà di 75 miliardi di dollari. Secondo App Annie, questa crescita sarà dovuta all’aumento del fatturato della app di appuntamenti e di streaming musica/video.

    Il rapporto completo è disponibile sul sito Web di App Annie.

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    iPlayTo: foto/video direttamente dal tuo iPhone

    Grazie a iPlayTo puoi visualizzare qualsiasi foto/video dal tuo iPhone direttamente su smart Tv, Pc e Media Center. L'applicazione ha un’interfaccia facile e intuitiva basta infatti connettersi utilizzando la tecnologia DLNA / UPnP con dispositivi compatibili per trasmettere in streaming contenuti multimediali Cosa aspetti? Scarica subito l'AppGratuita di oggi  
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    App Store in calo. Cresce, invece, Play Store

    Secondo un’analisi di AppFigures, una piattaforma di analisi e approfondimenti di app per dispositivi mobili, l'App Store ha perso il 5% delle sue app totali nel corso del 2017, passando da 2,2 milioni di app iOS pubblicate all'inizio dell'anno a 2,1 milioni a dicembre.

    Nel frattempo però, Google Play ha registrato una rapida crescita nel corso dello stesso anno, con un aumento del 30% ed oltre 3,6 milioni di app pubblicate.

    AppFigures ha ipotizzato che i cambiamenti avessero a che fare con una combinazione di fattori, tra cui un'applicazione più rigorosa delle linee guida di revisione di Apple, insieme a un cambiamento tecnico che richiedeva agli sviluppatori di aggiornare le loro app all'architettura a 64 bit.

    Nel 2016 Apple aveva infatti promesso che avrebbe “ripulito" il suo App Store rimuovendo app obsolete e abbandonate, facendo registrare ad ottobre di quell'anno un elevato numero di app eliminate.

    Poi, nel 2017, il colosso di Cupertino ha eseguito una “pulizia” delle app clone e spam, eliminando dall'App Store centinaia di migliaia di app obsolete in un periodo di 12 mesi.

    Tuttavia, AppFigures ha rilevato che il calo dell’AppStore ha avuto anche un’altra causa congiunta: molti sviluppatori iOS hanno rilasciato un numero di app inferiore rispetto agli anni del boom: si parla di solo 755,00 nuove app, un calo del 29% (il più grande dal 2008).

    Gli sviluppatori Android, invece, hanno rilasciato il 17% in più di app nel 2017, per un totale di 1,5 milioni di nuove app.

    Ciò, però, non significa necessariamente che gli sviluppatori non abbiamo effettivamente sviluppato un numero elevato di app iOS: potrebbe, invece, significare che il team di revisione di Apple sia diventato più severo nell'applicazione linee guida relative all'approvazione e allo sviluppo delle applicazioni, mettendo al bando molte app cloni e spam che popolavano lo store.

    Inoltre, molte delle app Android rilasciate durante il corso dell'anno, altro non sono che app iOS trasferite dall'App Store al Google Play